Ha intrapreso il percorso di alta formazione in Musicoterapia nel maggio 2023 presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi" di Milano, accedendo nel novembre dello stesso anno al corso di laurea magistrale dopo il completamento della formazione propedeutica.
Il percorso accademico ha visto l'approfondimento dei fondamenti teorico-pratici della disciplina con figure di riferimento del settore, tra cui Alfredo Raglio, Gerardo Manarolo, Stefano Navone, Ferdinando Suvini, Rita Meschini e Alberto Conrado. L'ambito medico e psicologico è stato curato da docenti dell'Università degli Studi di Pavia, fornendo un solido inquadramento neuroscientifico e clinico.
La formazione clinico-applicativa si è consolidata attraverso due esperienze di tirocinio: presso la “Casa del Sole" di San Silvestro (MN) e la Società Cooperativa di Solidarietà “La Quercia" di Roverbella (MN). In questi contesti ha ad esempio sviluppato competenze nella gestione del setting e nella conduzione autonoma dell'intervento terapeutico.
Nel marzo 2026 ha conseguito la Laurea Magistrale in Musicoterapia.
IL MIO RAZIONALE SCIENTIFICO
Per comprendere il valore clinico della disciplina è fondamentale partire dalla definizione fornita dall'American Music Therapy Association (AMTA):
“La musicoterapia consiste nell'uso clinico e basato sull'evidenza scientifica degli interventi sonoro-musicali per il raggiungimento di obiettivi individualizzati all'interno di una relazione terapeutica, attuato da un professionista qualificato che abbia completato un percorso formativo accreditato."
Da questa definizione emergono i pilastri che guidano la mia pratica professionale.
L'approccio si fonda sull'integrazione delle migliori evidenze scientifiche. Esse emergono dalla ricerca neuroscientifica e medica e si uniscono alla specificità della clinica. Ciò implica il rifiuto di formulazioni standardizzate o presunti “brani curativi", favorendo una pianificazione rigorosamente individualizzata. Quest'ultima prende forma solo a seguito di un'attenta valutazione iniziale delle esigenze del singolo paziente. In questo contesto, la risorsa sonoro-musicale non è un semplice strumento di intrattenimento o distrazione. Essa rappresenta il mezzo elettivo per strutturare una solida alleanza terapeutica e promuovere un cambiamento misurabile.
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